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Chi sono io

Sono passati 8 mesi dall’ultimo post…

In questo momento vi scrivo con il laptop Linux da “Da Nang, Vietnam”.

Devo dire che sto maturando diverse idee:

  • Bloggare per se stessi è un “lusso” non da poco, funzionava come diario personale una volta, scandendo i ritmi e gli eventi della vita, ma ora c’è un diario “visivo”: le foto scattate e convise su instagram o salvate su google photos rendono molto bene l’idea del passaggio del tempo. E Google photos riconosce i soggetti e le posizioni delle foto, quindi non hai mai il dubbio di chiederti “ma questa dove l’ho scattata?”.
  • Mi sto chiudendo in me stesso: viaggiare è bello, ma interagire con le persone sta diventando sempre più difficile. Sopratutto se sei in un paese dove non viene parlata la tua lingua, le altre persone o canzoni sono “rumore di fondo” che non ti distrae. Non è una grande prospettiva per uno che tendenzialmente è introverso.
  • WordPress mi sta facendo sempre più schifo: Non lo uso praticamente più e per altri progetti che richiedevano un “blogging” mi sono oramai affidato a piattaforme che non sono sbrilluccicose ma che generano dei siti statici, veloci, inaffondabili. Perchè la sicurezza è importante, poco importa che non siano “user friendly”. Tipo Hugo o Jekyll.
  • Ah si, a ottobre sono stato operato alla testa per rimuovere un neurinoma al nervo acustico. E poi a fine novembre ho ripreso a viaggiare e ora sono in Vietnam. La cosa che ho realizzato nel mese di “fermo” è che le cose non vanno avanti senza di te, ma che allo stesso non cambiano se tu non ci sei. Lascio ai filosofi dibattere se c’è un senso a tutto questo. “Comunque ‘fanculo” (cit. da Monty Python).

E per altri sei mesi non credo di voler di nuovo toccare questo blog!

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Chi sono io

Dopo 10 anni, la fine è inevitabile…

…per la valigia che mi ha accompagnato in questi lunghissimi anni.

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E non posso che fare i complimenti a Carpisa, perchè si è dimostrata una valigia solida, capiente e affidabile.

Dopo 10 anni si è spaccata una ruota, che rende il suo uso più simile ad un aratro che ad un trolley.

è successo nell’ultimo viaggio a Valencia del mese scorso.

Qualche aneddoto

Generalmente assegno un nome solo ai dispositivi informatici, si tratta di una forma mentis del mio passato da sistemista informatico, dove era prassi dare un nome unico e riconoscibile ai server. E infatti, mentre il notebook, il tablet e il telefono hanno nome riconoscibile, la valigia è sempre stata “la valigia”, forse perchè era più importante il contenuto del contenitore.

In compenso la valigia ha sempre avuto praticamente dall’inizio quell’adesivo “Jalapeno” che la rendeva riconoscibile sui rulli trasportatori degli aeroporti (spesso anche con la pellicola plastica).

Jalapeno era un “tentativo di cliente” di Bologna che cercava (se ben ricordo) di creare un brand “cool” di cui poi vendere l’abbigliamento.  L’idea era plausibile ma quell’epoca i social media erano ancora in fasce per cui l’azienda si è dissolta nelle maglie dello spazio tempo, invece i suoi adesivi erano di ottima qualità per cui ha resistito agli scaricatori aeroportuali.

Il mitico viaggio del 2007

La valigia la presi in occasione del più mitico road-trip mai fatto (da me), ovvero il viaggio americano in cui con un gruppo di amici arrivammo a Seattle (che è nell’estremo nord della costa Ovest) per andare in pulmino fino a San Diego (che è al confine con il messico, che magari sarà una possibili prossime tappe dei miei viaggi, magari facendomi seguire di nuovo da un tour operator. ). Insomma percorremmo circa 5000 km su strada secondo i nostri calcoli.

Come potete notare, sono rimasto coglione uguale

In quell’occasione feci anche il passaporto “elettronico” e la questura di Torino riuscì a sbagliare la stampa della foto, infatti per dieci anni ho avuto in bella mostra la foto di un Ghoul appena uscito dalla tomba.

Per sincronicità, il passaporto scade a giugno, ma a maggio lo rifaccio, perchè come avevo già scritto altrove (su fromrivarolo.wordpress.com il mio blog di viaggio), un passaporto che scade entro i sei mesi è come se fosse stampato sulla carta igienica.

Ho anche lavato la carta d’identità per cui ho dovuto rifarla da pochi giorni, per cui se tutto va bene, il giugno 2027 sarà il prossimo appuntamento per rifare tutto.

Altri posti dove la valigia mi ha seguito

  • Giappone
  • Canarie
  • Spagna
  • Diverse conferenze SEO in florida
  • Sicilia
  • Londra (sia come turista che come migrante in cerca di fortuna)
  • New York
  • Irlanda

…E Ora ?

Fidandomi del brand ho ripreso un’altra valigia Carpisa, sperando che i materiali siano ancora della stessa qualità.

La differenza più grande è che non c’è più il doppio soffietto che caratterizzava il modello precedente quindi può “espandersi di meno”.

Vedremo cosa succederà!

 

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Annuncio a reti unificate: sono tornato a #milano

…e un bel “chi se ne frega” o “esticazzi” vi è concesso.

Alcune domande che probabilmente vi verranno in mente…

Ma perchè torni in Italia/Milano/ ? Stai in “località X” !!

risposta: perchè a Località X ci sono probabilmente passato e non ho trovato lo spunto a rimanerci. Vediamola così, io ho deciso di fare un’esperienza per conoscere mercati nuovi e possibilmente viaggiare. Dal 2014 ho visto Londra (est perchè ero povero), Bristol, il Brasile, Barcellona. Tutti posti incantevoli, ma non ho trovato gli spunti per fermarmi.

Ora uno spunto si è magicamente avverato e poco importa se è a Milano.

Cosa farai ?

Sono entrato a far parte di una startup che si chiama Prontopro.it in qualità di Seo manager.  Chi mi conosce sa che ho sempre avuto grossi dubbi sulle startup, ma in questa ho percepito una visione strutturale che mi ha intrigato. Finalmente non sarò solo un “consulente” ma essendo parte del team dovrei essere in grado di influenzare l’evoluzione del progetto. Ho lasciato il lavoro nel 2014 perchè volevo nuove sfide, torno a Milano perchè si presenta una sfida decisamente interessante.

Torni a Milano da Luglio? Ma sei pazzo?

Se ti viene in mente questa domanda, probabilmente non mi conosci abbastanza bene.

Ma Milano è brutta/caotica/afosa/criminale…

Ma ci sono anche tantissime cose da fare, amici e amici da rivedere e con cui fare cose. Alla fine sono le persone che rendono più interessanti la nostra vita, non l’architettura.

E l’Expo ?

Una spina nel fianco, lo hanno fatto nonostante le mie raccomandazioni quindi non penso minimamente di andarci per una questione di coerenza. Un invito da parte di ragazze single potrebbe spostare il piatto della bilancia comunque.

E’ comunque un casino perchè ha fatto drasticamente salire i prezzi degli affitti, non vedo l’ora che finisca e (spero) si normalizzi il mercato.

Quando ci facciamo un Aperitivo/Cena?

Appena ho un attimo di respiro, il tempo nelle startup scorre ad una velocità differente, alla faccia di Einstein.

Concludendo…

tornano ushio e tora!
tornano ushio e tora!

…credo che il nuovo anime di Ushio e Tora segnerà la mia estate.

 

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From rivarolo to…

Londra.

Per chi se lo fosse perso, sto tenendo un blog parallelo su wordpress 🙂

fromrivarolo.wordpress.com

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Numeri, NuMeRI, numERI.

Sembra l’orsa maggiore ma ci sono più stelle della morte

Questo post potrebbe sembrare criptico. Non è nemmeno una buona idea scrivere tra le due e le tre di notte, ma tanto domani è sabato e a parte comprarmi una camicia per un matrimonio (non il mio chiaramente), non ho altri programmi. E il matrimonio perdincibacco.

Ma diamo un pò i numeri:

150

è il cosidetto numero di Dunbar: rappresenta il numero massimo di relazioni sociali che si possono tenere, cito da wikipedia:

Il numero di Dunbar, conosciuto anche come la regola dei 150, afferma che le dimensioni di una rete sociale in grado di sostenere relazioni stabili sono limitate a circa 150 membri.

Questo numero è stato calcolato attraverso studi di sociologia e soprattutto di antropologia, in relazione alla dimensione massima di un villaggio (in termini più attuali meglio definibile come un ecovillaggio). Nella psicologia evoluzionista viene teorizzato che il numero potrebbe costituire una sorta di limite per l’abilità media degli esseri umani di riconoscere dei membri e tenere traccia degli avvenimenti emotivi di tutte le persone di un gruppo. Altre spiegazioni poggiano su valutazioni più economiche e al bisogno dei gruppi di individuare gli elementi parassitari o disfunzionali, in quanto gruppi più grandi tenderebbero a facilitare la presenza di ingannatori o bugiardi.

Non si parla di Social Media, ma di socializzazione e basta. Insomma nella piccola tribù che ognuno si forma, deve saper identificare le persone di cui fidarsi, con cui confidarsi e con cui legarsi.

Più è grande il gruppo, più grande è la presenza (non la possibilità! E’ una certezza!) di ingannatori e bugiardi. (lo dice la wikipedia). Io aggiungerei vampiri e sanguisughe.

2006

ne è passato di tempo!
ne è passato di tempo!

E’ stato l’anno in cui mi sono iscritto a facebook. Molta gente aveva già abbracciato myspace come il “social media definitivo” e ora vedete cosa ne è rimasto. Già da allora facebook mi aveva dato l’impressione di essere progettato incredibilmente bene, mentre myspace era una carretta sbrilluccicante. Per usare una metafora informatica (degli anni 90), era il geocities degli anni 2000.

Diciamo che in sette anni, uno si fa parecchie idee su come funziona questo strumento, ma sopratutto come ragionano le persone.

A marzo del 2007 comunque mi sono iscritto a Twitter.

1263

Gli “amici” sul mio profilo di facebook, ad oggi. E’ una parola grossa, ovviamente. Gli “Amici” quelli con la “A” maiuscola sono molti meno.

25

mesi, da quando ho iniziato un esperimento sociologico sui social media, davvero interessante: un blocco nei contatti di un “gruppo di persone”, più o meno 160-170 su facebook e almeno 60-70 su twitter.

E solo il 10% dei partecipanti (involontari) ha realizzato che è successo qualcosa ed è stato “sbloccato”. E solo il 5% sa quando è iniziato e per quali motivazioni.

L’esperimento pare confermarlo: un like non è una stretta di mano o un abbraccio. La presenza fisica è importante. Se non la si cerca, vuol dire che non c’è una vera “relazione”: sei un numero.

14

settembre 2013. Oggi (tra un po’ di ore) Claudia e Fabiano si sposano 🙂 Congratulazioni!

 

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Una settimana senza aifon

Strano che il riconoscimento vocale rimpiazzi iphone con aifon on ma d’altra parte suppongo che prenda spunto dal modo in cui scrivo ogni tanto la parola social media.

La prima settimana è stata grosso modo indolore le applicazioni che uso sono le stesse che c’erano sull altro cellulare per cui a parte le differenze di prestazione non ho notato particolari cambiamenti. C’è da dire che con Android la condivisione dei dati verso google plus è naturalmente più veloce ma d’altra parte se non frequentate  Google Plus per voi non è un criterio di scelta.

Ristorante di percezione principale é nella dimensione del display, ora quello Dell’iPhone 4 aziendale mi sembra piccolo come un giocattolo. In compenso ogni volta che uso l’iPhone mi viene da premere in basso a destra dove c’è il tasto di ritorno sul Galaxy e la cosa è imbarazzante.

Il primo vero problema mi è capitato giovedì quando sono andato ad una pizzeria a Cormano. Il navigatore del Galaxy si rifiutava di darmi le indicazioni vocali per cui ho dovuto usare il navigatore del l’aifon. Dopo un riavvio il sistema ha funzionato correttamente e da allora non ho più avuto problemi.

Un’altra differenza rispetto a prima riguarda la fotografia con il vecchio telefono potevo fare delle foto in maniera molto veloce anche dallo schermo di blocco mentre adesso non ho ancora capito bene come si fa con il Galaxy!

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Post dal samsung

Sto provando la app di WordPress per android che ho installato ieri sera.

Si, sto provando il galaxy s3 che ho comprato usato dal moroso di una mia amica per un prezzo vantaggioso, in questo modo se non mi dovessi trovare bene lo posso sempre rivendere dato che è sbrandizzato.

La cosa che mi sta stupendo di più e la dettatura vocale che funziona in maniera particolarmente efficace ed è in grado di comprendere quello che sto dicendo manera decisamente stupefacente infatti questo paragrafo è stato dettato interamente tramite il servizio.

Giusto per non farci mancare niente ora aggiungo una foto.

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La regola del tre 2013

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Ti chiedo l’attenzione tre volte, poi per rispetto di me stesso e del tuo tempo, che evidentemente non hai, smetto di chiedere.

Il che non vuol dire che la regola non si possa resettare, ma devi essere tu attivamente a cercare me e fin’ora non è mai successo.

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I’m the atomic fire

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C’è una parte di me che negli ultimi due anni ho quasi nascosto nel tentativo di sembrare più normale.

È come tenersi al guinzaglio gozzilla : dopo un po’ ti scappa. E non vi dico che casino raccogliere le deiezioni.

Gnaaaaaarrrrr

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Tic tic tic tic

Scrivo dall’iPhone perché oramai il tempo per scrivere dal computer è terminato.

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Purtroppo la velocità di scrittura è superiore alla velocità di aggiornamento del client per iPhone, forse dovrei cambiare terminale ma mi sono ripromesso di non spendere soldi finché questo non schiatta o qualche aggiornamento lo rende inutile.

La parola chiave di oggi è: pezzenterie

Il colore fortunato per i nati nel segno delle nutrie è il mulfo