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Cose da sapere

…anno nuovo, hosting nuovo…

..e per l’occasione ho anche attivato il tema 2013 di wordpress.

Sono passato a webfaction, perchè oramai sto chiudendo il mio vecchio hosting reseller di hostgator. Si trattava di una attività che avevo intrapreso un po’ per curiosità e un po’ per creare un piccolo business alcuni troppi anni fa .

Ora il mio tempo viene dedicato al 100% alla mia professione di SEO. (link alla mia scheda su linkedin)

E se non sapete cos’e’ un SEO… chiedetemelo 😀

Adesso inserisco un gatto solo per interessare gli eventuali social-cosi su facebook.

Si, non c’entro assolutamente nulla.
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Cose interessanti

Sfoltimento graduale della rete delle relazioni su facebook: la guida.

Facebook, ultima frontiera. In un viaggio che dura da anni, siamo circondati da una folla di zombie e vampiri che ci asserragliano sul social media più grosso che c’e’.  Diciamo le cose come stanno, è fisicamente impossibile essere amici di tutti: alcune persone le abbiamo aggiunte solo perchè sono fighe/fighi ma poi dopo il contatto iniziale ti accorgi che su facebook si lasciano andare alle peggio cose come affermare che la trigonometria è l’unica religione possibile o peggio che le scie chimiche esistono davvero.

Fortunatamente…

Facebook fornisce già diversi metodi per il controllo del brusio, ma voglio proporvi qualche cosa in più, degli stadi intermedi di filtrazione.

Ricordatevi comunque il potere del “blocco” e sopratutto “report spam”. Sono due cose che danno problemi a facebook, il primo perchè a tutti gli effetti “spezza” il social graph che è uno dei valori aggiunti su cui Zuck fonda la sua evoluzione del sistema e il secondo perchè costringe qualche moderatore ad intervenire e a perderci del tempo (che equivale comunque ad un costo aziendale).

Non tutti sono uguali

Ci sono persone che scrivono benissimo e conversano (online) malissimo. Questo perchè si credono portatori della “ragione assoluta (c)” e quindi chi sei tu imbecille che provi a ragionarci cercando di fargli capire che forse ci sono altre idee da valutare ?

Però ti dispiace bloccarli, perchè ogni tanto scrivono delle cose interessanti. Come fare ?

Misurare il fastidio

Se non lo sapete è possibile crearsi delle “liste di amici” (linketto) dentro le quali chiudere (come un ripostiglio) varie persone con le quali avere una conversazione più segmentata: in pratica facendo uno status update se da “public” lo cambio in una lista tra quelle disponibili (oltre quelle predefinite), lo dovrebbe vedere solo il gruppo di persone che ho selezionato io. Il condizionale è d’obbligo con facebook e visto il casino con l’NSA in america non fate affidamento sulla riservatezza.

Ma nessuno ci impedisce di associare queste liste agli “amici” per tenere traccia del livello di fastidio! In questo modo anche dopo settimane o mesi, sapete che siete di fronte ad un recidivo/a.

Livello 1: “ti sto tendendo d’occhio”

Livello di fastidio 1
Livello di fastidio 1

Per quanto mi riguarda, chi viene selezionato abbinato a questa lista è perchè non è capace di conversare amabilmente, si fa prendere dalla paranoia oppure è un demente che inneggia alla trigometria o al nazifascimo o allo sport in maniera fanatica o i film di muccino. Il vostro metro di giudizio potrebbe variare.  Anche l’invito ad eventi in cui sono distante centinaia o migliaia di chilometri per la sera dopo è uno stimolo a farsi inserire in lista.

A questo livello non ci sono contromisure, è semplicemente un “bookmark del disagio”, quando si hanno mille e più persone tra gli amici comincia a diventare un problema.

Livello 2: “ok adesso piantala”

Livello di fastidio 2
Livello di fastidio 2

Qua le cose diventano già più noiose, il disagio è diventato soffocante per cui si viene inseriti nella lista due. Come potete notare è possibile bloccare gli aggiornamenti selettivamente, in questo caso il capibara lamentoso viene solo notificato dei miei status, mentre per il resto non vede niente. Già il fatto di togliere like e commenti dovrebbe funzionare da anestetico, ma non si sa mai.

Ad ogni buon conto procedo a rimuovere la persona dalla mia soglia di attenzione (cioè il diario) con un’opera di blocco dei suoi status. Il principio è che “se non lo so che esiste, non può farmi male, come un albero che cade nella foresta“. Occhio comunque ai boscaioli.

Come si fa ? (ho preso come esempio Andrea Moro, che è un collega Seo che vive in inghilterra. Andrea è in realtà una persona tranquillissima e non è assolutamente limitato).

Step uno (vedere immagine sottostante) premete sul simbolino nell’angolo e poi cliccate su “non voglio vedere questo”.

Togliamo dal diario, step 1
Togliamo dal diario, step 1

Step 2: a questo punto possiamo selezionare se nascondere l’autore dello status (il povero Andrea) che non comparirà più nel nostro diario. Se invece si tratta di un contenuto ricorrente che viene ripreso a più non posso (dicesi “virale”) possiamo bloccare la fonte (in questo caso “la banca delle Risate”).

infine possiamo motivare la nostra ragione dell’occultamento.

Step 2: bloccate l'autore o la fonte!
Step 2: bloccate l’autore o la fonte!

Facile no ?

Livello tre: “boom”.

in questi casi siamo di fronte ad una persona davvero insopportabile che magari è arrivata a scrivere improperi in privato o semplicemente a spiegarmi perchè la mia idea è sbagliata (!). (oppure è parte di un esperimento, ma io sono un caso a parte).

Block.

Il blocco taglia i contatti, toglie i tag, toglie la visibilità, trancia il social graph. Metaforicamente è come sparargli con un bazooka, magari nel sedere.

Non ci sono notifiche per il block. Non ci sono avvisi che una persona è stata tolta dagli amici. Semplicemente per voi e per lui/lei, smettete di esistere.

controindicazione: se avete amici in comuni, ogni tanto potreste vedere delle conversazioni senza interlocutore.

Se vi continua ad invitare ad eventi: di cui non vi frega nulla, magari il blocco può sembrarvi eccessivo. In effetti anche io la pensavo cosi’… i primi 30 minuti che ero su facebook 6 anni fa. Poi mi sono reso conto che per la maggior parte delle persone siete solo un numero, quindi perchè preoccuparsi “dell’amicizia” di una persona che ti considera solo il risultato della sua attività di marketing ?

Se siete buoni, chiedete di smettere di invitarvi.

Se siete pragmatici, toglietegli l’amicizia.

Negli altri casi: block!

Commenti ?

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Chi sono io

Numeri, NuMeRI, numERI.

Sembra l’orsa maggiore ma ci sono più stelle della morte

Questo post potrebbe sembrare criptico. Non è nemmeno una buona idea scrivere tra le due e le tre di notte, ma tanto domani è sabato e a parte comprarmi una camicia per un matrimonio (non il mio chiaramente), non ho altri programmi. E il matrimonio perdincibacco.

Ma diamo un pò i numeri:

150

è il cosidetto numero di Dunbar: rappresenta il numero massimo di relazioni sociali che si possono tenere, cito da wikipedia:

Il numero di Dunbar, conosciuto anche come la regola dei 150, afferma che le dimensioni di una rete sociale in grado di sostenere relazioni stabili sono limitate a circa 150 membri.

Questo numero è stato calcolato attraverso studi di sociologia e soprattutto di antropologia, in relazione alla dimensione massima di un villaggio (in termini più attuali meglio definibile come un ecovillaggio). Nella psicologia evoluzionista viene teorizzato che il numero potrebbe costituire una sorta di limite per l’abilità media degli esseri umani di riconoscere dei membri e tenere traccia degli avvenimenti emotivi di tutte le persone di un gruppo. Altre spiegazioni poggiano su valutazioni più economiche e al bisogno dei gruppi di individuare gli elementi parassitari o disfunzionali, in quanto gruppi più grandi tenderebbero a facilitare la presenza di ingannatori o bugiardi.

Non si parla di Social Media, ma di socializzazione e basta. Insomma nella piccola tribù che ognuno si forma, deve saper identificare le persone di cui fidarsi, con cui confidarsi e con cui legarsi.

Più è grande il gruppo, più grande è la presenza (non la possibilità! E’ una certezza!) di ingannatori e bugiardi. (lo dice la wikipedia). Io aggiungerei vampiri e sanguisughe.

2006

ne è passato di tempo!
ne è passato di tempo!

E’ stato l’anno in cui mi sono iscritto a facebook. Molta gente aveva già abbracciato myspace come il “social media definitivo” e ora vedete cosa ne è rimasto. Già da allora facebook mi aveva dato l’impressione di essere progettato incredibilmente bene, mentre myspace era una carretta sbrilluccicante. Per usare una metafora informatica (degli anni 90), era il geocities degli anni 2000.

Diciamo che in sette anni, uno si fa parecchie idee su come funziona questo strumento, ma sopratutto come ragionano le persone.

A marzo del 2007 comunque mi sono iscritto a Twitter.

1263

Gli “amici” sul mio profilo di facebook, ad oggi. E’ una parola grossa, ovviamente. Gli “Amici” quelli con la “A” maiuscola sono molti meno.

25

mesi, da quando ho iniziato un esperimento sociologico sui social media, davvero interessante: un blocco nei contatti di un “gruppo di persone”, più o meno 160-170 su facebook e almeno 60-70 su twitter.

E solo il 10% dei partecipanti (involontari) ha realizzato che è successo qualcosa ed è stato “sbloccato”. E solo il 5% sa quando è iniziato e per quali motivazioni.

L’esperimento pare confermarlo: un like non è una stretta di mano o un abbraccio. La presenza fisica è importante. Se non la si cerca, vuol dire che non c’è una vera “relazione”: sei un numero.

14

settembre 2013. Oggi (tra un po’ di ore) Claudia e Fabiano si sposano 🙂 Congratulazioni!

 

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Cose interessanti

Vegas, meno 4.

No, non è la temperatura, sono i giorni che mancano prima della partenza per Las Vegas, per quello che si annuncia (e si spera) un addio al celibato come mai mi è capitato prima.

Video poker uber alles e altre particolarità

Chiaramente non sono io…

Colui che perde la celib…celic… quello che si sposa, ma sono uno dei 5 pazzi che hanno aderito all’iniziativa di Fabiano. (cioè lo sposo si è organizzato l’addio al celibato. Modernità gente, dovrebbero esistere agenzie di viaggi con pacchetti specifici).

Fabiano in allenamento pre-vegas
Fabiano in allenamento pre-vegas

Il problema è il caldo

Visto che vorrei portarmi l’abito bello (quello che indosserò probabilmente anche la settimana dopo al matrimonio di Claudia e Fabiano. L’abito è un costosissimo completo scuro, davvero molto stiloso, mi fa sembrare un top manager o un killer della mafia russa, però è in LANA, il che vuol dire che è adatto anche un matrimonio in russia, mentre sopra i 27 gradi io “muoro”.

E le previsioni…

Temperature previste...

Ecco. 30 gradi di notte. Vuoi che muoro ?

Altre cose interessanti di cui non vi frega nulla

visto che l’organizzazione è partita a giugno, su FACEBOOK, vi lascio immaginare il disastro dell’organizzare un viaggio che alla fine dura TRE NOTTI, dall’altra parte dell’oceano. Ecco.

Per questa, questa e quest’altra ragione ci siamo trasferiti sul mio account basecamp, che è un ottimo strumento per gestire online i gruppi di lavoro. E gli sciamannati che vanno a Las Vegas.

Ovviament
Ovviamente il maniaco dei to-do sono io.

Ivi giunto abbiamo discusso in maniera ordinata delle varie cose. E poi io mi sono dato alcuni to-do da fare.

Tre notti da Leoni ?

Io intanto inizio a pensare a cosa mettere in valigia e andare un pò in paranoia. Ma ora vado a dormire, che domani mattina mi tocca lottare con i pensionati per prendere il biglietto per fare il routinario esame del sangue. Ma di questo magari parleremo un’altra volta.

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Il ritorno del galaxy

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Il foglio bianco

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It seems…

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Una perfetta sera d’estate Milanese

Ricapitoliamo il film di Wolverine faceva schifo ty cinese del Bicocca faceva schifo e il traffico sulla A4 per lavori in corso a mezzanotte 10 fa schifo

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fotografia

Diurno estivo canavesano

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dado 5 facce

Il dado a 5 facce: “davvero giocavamo a… questo?”

Questo potrebbe essere l’inizio di una serie di articoli, per cui  inizio una categoria chiamata “dado 5 facce”. Il tasso di nerdosità potrebbe essere elevatissimo, per cui “brace yourself” e comunque il blog è mio per cui fanculo.

potrebbe sembrare vagamente strano.
potrebbe sembrare vagamente strano.

La premessa fondamentale di questo post è che da lunedì scorso ho iniziato a giocare in gruppo di gioco di ruolo, gestito dalla mia carissima amica Gwineth al secolo Claudia. Ci conosciamo da una vita e mezza, ma non abbiamo mai avuto occasione di giocare una “campagna” assieme.

Una “campagna“, lo dico per chi non se ne intende, non è un’area rurale coltivata ma è una serie di sessioni di gioco unite da una storia comune, interpretata dai giocatori tramite la “direzione” del Master (che ha ideato lo scenario di fondo). E comunque quando si era più giovani era davvero “tutta campagna”.

Io in realtà dopo più di un quindicennio di gioco, avevo interrotto le mie abitudini ludiche che erano fortemente radicate con i gruppi di persone che frequentavo tra Torino e provincia. Diciamo che dal 2008 avevo “smesso” se non qualche episodica sessione ospite di amici.

Avevo smesso perchè avendo interpretato svariati personaggi e giocato innumerevoli ambientazioni, avevo oramai saturato l’interesse. Dopo che hai salvato l’universo una volta, le volte successive sembrano una replica. Ero soddisfatto e ho chiuso un capitolo delle mie passioni senza rimpianti.

Saltiamo al 2013

Alcune settimane fa Claudia chiede su facebook se ci sono delle persone interessate a giocare con il suo gruppo. Ne fanno parte Fabiano (il suo futuro sposo, notte da leoni permettendo) e altri ragazzi che fanno parte della community di Yelp Milano, che ho già conosciuto e con cui vado d’accordo.

Mi sembra interessante, poi comunque non esco tantissimo da quando sono a Milano (dal 2011 per chi non lo sapesse) per cui è un’occasione per interagire con persone invece che stare sigillato a Rho. E poi Claudia ha LUNA, una miciona nera e paciosa che è adorabile. Gatto & GDR sono quasi sempre un ottimo accostamento.

Senonchè…

La campagna di Claudia ha alcune caratteristiche peculiari:

  • E’ ambientata in un mondo chiamato “Forgotten Realms” (link su wikia), che conosco pochissimo
  • I personaggi sono abbastanza giovani e inesperti (6° livello)
  • Usa la Seconda edizione di Advanced Dungeons & Dragons

Sicuramente i puristi diranno “ma come! è meglio la versione X.x“. Sul meglio non mi pronuncio, ma dopo anni passati ad accettare la versione 3.5 (una delle più moderne), l’idea di tornare ad una versione progettata nel 1989 è pò strana, un viaggio nel tempo insomma.

Sopratutto perchè io per anni ho fatto un’opposizione smodata e crudele diversi dibattiti accalorati relativi a questa edizione, sui newsgroup dedicati ai giochi di ruolo 😀

Anche perchè un mago medio di primo livello, poteva essere ucciso da un gatto. 😀 (alcune cose me le ricordo ancora)

La creazione del personaggio l’altro ieri, ieri e oggi

Tanto tanto tempo fa, ero solito emozionarmi nel lancio dei dadi, fin dalla creazione del personaggio. Nella visione numerocratica di AD&D, fin dalla partenza del personaggio sei in una immensa roulette. “Tira i dadi e poi vedi che tipo di personaggio puoi fare“. Sono state ideate svariate modalità di tiro dei dadi per rendere più “appetibile” questo processo, tipo tira 4 dadi da 6 facce e scarta il più basso, tira una sequenza di 3d6 e poi tieni la sequenza migliore,  distribuisci da un cumulo di punti, ecc.

Tipo che se non hai abbastanza intelligenza non puoi fare il mago o senza forza sei un guerriero che è una chiavica.

In generale se parti da un cumulo di punti per suddividerli ne hai “meno” che rispetto ad uno che li ha “tirati”, per una strana logica di “gratta e vinci” e del “ci deve essere bilanciamento tra i personaggi”.

Visto che il gioco ti concede bonus numerici in maniera gaussiana, i personaggi tendono ad essere smodati in una o due caratteristiche e mediocri nelle altre.

Più di recente sono comparsi sistemi di regole che permettevano di “costruire” il personaggio partendo solamente dal cumulo dei punti e di dettagliarne le capacità scegliendo tra decine di abilità.

Ancora più recentemente sono comparsi sistemi che hanno pochissime metriche numeriche, rendendo il personaggio più astratto e più legato alla descrizione delle cose che fa, non c’è limite alla varietà se non nell’immaginazione di chi gioca.

Back in time

La creazione del personaggio è iniziata dal background, insomma chi è, dove è cresciuto, alcuni dettagli sulla famiglia, sulle esperienze che ha avuto, le città in cui è stato, amici o nemici che si è fatto.

Me lo sono immaginato come una specie di furfante simpatico, uno che non aderisce perfettamente alle leggi e piuttosto le trasgredisce se c’e’ qualche persona in difficoltà da aiutare.  Insomma qualcosa a metà tra robin-hood e jack Sparrow. Uno abile ad infiltrarsi e a scorprire segreti scomodi… da divulgare per mettere in crisi i corrotti e i tiranni.

poi è arrivato il momento lunedì scorso di definire le caratteristiche numeriche del personaggio e mi sono chiesto… davvero giocavamo a… questo ?

The extinction agenda

Anni senza giocare e senza possedere alcun libro di questa edizione, mi hanno messo nei panni di chi avesse dovuto giocare per la prima volta.

E’ tremendamente ostico. Non per il modo in cui claudia fa il Master (è bravissima, i suoi personaggi “parlano” anche con inflessioni di altre lingue, usa musica di atmosfera per gestire e accompagnare la narrazione), ma proprio perchè è una interferenza di fondo, un brusio fastidioso.

Non mi stupisce che il gioco di ruolo sia un hobby morente. In questi anni ho avuto un nintendo DS, una xbox 360 e due smartphone. Tutte le piattaforme di gioco mi hanno dimostrato come sia importante mettere subito le persone in grado di giocare senza distogliere l’attenzione dalla storia.

Alla ricerca dei fossili

per agevolarmi nella generazione del personaggio sono andato a cercare una versione elettronica delle cosidette “core rules“, ovvero una serie di CD prodotti dalla casa editrice originale (TSR, poi Wizard of the coast e poi Hasbro) che contenenevano i manuali in versione digitale e un software per facilitare la creazione dei personaggi.

Ovviamente questo software girava solo su windows e avendo io un simpatico Apple Macbook, non potevo farlo girare… senonchè, ho poi scoperto che con Crossover, una specie di sistema di emulazione, era possibile installare i cd e usarli.

Trovate il tutto su pirate bay se proprio siete interessati.

Il tempo comunque non è stato generoso: la grafica è orrenda, l’usabilità è terribile, i vari siti di supporto non esistono più. E’ davvero una caccia al fossile!

Le core rules di AD&D direttamente dagli anni 90.
Le core rules di AD&D direttamente dagli anni 90.

Il prossimo capitolo… lunedi’, se Claudia leggendo questo non mi caccia dal tavolo 😀